Dirty politics
Diffamazione e disinformazione nelle campagne presidenziali americane
Cartaceo
€17,10 €18,00
Solo una volta si videro elezioni presidenziali americane rispettabili e dignitose. La prima, quando i Padri fondatori si trovarono ad acclamare vincitore George Washington. Ma già a partire dalla successiva, tutti avevano dismesso i
Solo una volta si videro elezioni presidenziali americane rispettabili e dignitose. La prima, quando i Padri fondatori si trovarono ad acclamare vincitore George Washington. Ma già a partire dalla successiva, tutti avevano dismesso i panni da gentiluomini e avevano cominciato a giocare sporco. Molto sporco. Gran parte della storia delle presidenziali americane può essere raccontata attraverso la rievocazione di una lunga e radicata tradizione di campagne diffamatorie e pubblicità denigratorie, pubblicazioni oltraggiose e atti intimidatori, sorprese sgradevoli e tiri mancini, realizzati al solo scopo di mettere in cattiva luce l’avversario agli occhi dell’elettore. In un contesto democratico, dove lo scontro tra personalità ha finito con l’esautorare il dibattito per le public policies, l’aneddotica può diventare l’occasione per svelare il lavoro celato dietro le quinte, i trucchi del mestiere e le malizie più spregiudicate.
Rassegna
- Liberainformazione 2024.11.03
Dirty politics
di Redazione - Libero 2024.11.03
«Sparate a Cheney» Il mondo intero parla di parole che Trump non ha mai detto
di Corrado Ocone - Il Quotidiano del Sud / L'altra voce dell'Italia 2024.10.06
Falsi, insulti, minacce, colpi proibiti È la corsa alla Casa Bianca, bellezza
di Luca Mencacci